Piante di marijuana

Vi sono fondamentalmente tre diversi tipi di piante di marijuana; almeno queste sono le tre tipologie principali con cui essa si trova in natura. Appartiene alla famiglia delle cannabinacee, ordine delle urticales a cui appartiene la comune ortica

6 dicembre 2013 12:128 commentiViste: 276

pianta cannabis sativaCannabis Indica
Una delle varietà di cannabis, forse la più conosciuta perché è quella utilizzata da chi usa questa pianta per fumarla. È originaria dell’India, come il nome evidenzia. La pianta femmina potrebbe ricordare un abete nel periodo che, in natura, viene chiamato fioritura. Le piante di cannabis indica sono alte circa un metro, un metro e mezzo e hanno un “tronco” relativamente legnoso; motivo per cui non è praticamente mai stata usata come fibra a scopo tessile. In India, fin dall’antichità e ancora oggi, è la tipologia di cannabis che viene usata per alcuni composti di carattere medico, come rilassante e anche per uso cerimoniale-meditativo. Per inalarne il fumo si utilizzano i fiori secchi della pianta femmina che hanno anche un utilizzo in cucina. Questa pianta può dare effetti psicoattivi molto forti e il motivo è da ricercare nel suo contenuto di THC, principio attivo di cui parleremo nella sezione dedicata alla cannabis in medicina.

Cannabis Sativa
Questo tipo di marijuana si presenta in natura con piante molto alte; in alcuni casi, con determinati incroci, esse possono arrivare anche a quasi sei metri. Questa tipologia di cannabis è quella utilizzata come fibra tessile. Ma è anche la tipologia che veniva usata per produrre la carta. Poi i giganti dell’industria hanno preferito dare vita alla produzione e allo sfruttamento degli alberi a tal scopo, creando anche un maggiore impatto ambientale. È un tipo di cannabis che, a differenza della Indica, ha un minore e limitato uso medico per il basso contenuto di principio attivo THC. Questo significa che per ottenere una quantità sufficiente di THC sarebbe necessaria una quantità di fiori della pianta femmina decisamente enorme: a livello di percentuale infatti, questa cannabis produce dall’1% al 5% massimo di THC. In natura essa è presente in America Centrale e in Sud America.

Cannabis Ruderalis
È una tipologia di marijuana il cui maggiore interesse risiede nel fatto di essere usata per la coltivazione di ibridi e incroci. È una pianta tenace e robusta, dalla crescita lenta ma resistente: pensate che se ne trovano piante anche in zone freddissime come la Siberia. Anche essa ha un basso contenuto di THC e questo, insieme al fatto che possieda un tronco legnoso, ne ha determinato più che l’uso diretto, l’uso per incroci genetici come dicevamo. Praticamente viene usata per coltivare nuove varietà di marijuana. E questo è forse l’aspetto più importante della coltivazione delle piante di marijuana.

Caratteristiche delle piante
Una delle caratteristiche principali della pianta di marijuana è quella del genere: sì, la pianta di marijuana può essere di genere maschile o femminile. Ed è la pianta femmina che regala i fiori ricchi di resina; ed è proprio questa che contiene i principi attivi tra cui il famoso e già citato THC. Quando la pianta femmina produce fiori con una grande quantità di resina, succede che essa intrappoli il polline prodotto dalla pianta maschio. Cosa succede allora? Che, a quel punto la pianta femmina comincia a ridurre la produzione di resina per iniziare quella dei semi. Per poter continuare il ciclo di vita. Infatti i semi maturi rappresentano la fine di questo ciclo perché con la loro maturazione la pianta femmina muore ma i semi di marijuana, cadendo a terra, danno vita ad altre piante.

La pianta maschio non produce resina ma polline. Quando arriva alla fase di maturazione le piccole sacche in cui è contenuto il polline si aprono. A quel punto il vento e la natura fanno il loro corso facendo sì che questo polline incontri una pianta femmina. Ma i coltivatori sanno anche l’incontro tra pianta maschio e pianta femmina deve avvenire nel momento giusto: un’impollinazione anticipata e prematura causerebbe una perdita forte di THC nei fiori della pianta con impoverimento del raccolto.

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